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Most recent edit on 2004-07-19 11:24:26 by DarTar []

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Edited on 2004-07-14 12:13:50 by DarTar []

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Scambiando file in formato proprietario si contribuisce invece a diffondere e rinforzare delle pratiche indesiderabili.

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Scambiando file in formato proprietario si contribuisce invece a diffondere e rinforzare delle pratiche indesiderabili.



Edited on 2004-07-14 11:04:52 by DarTar []

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1. Correre il rischio che il destinatario non possa leggere il file
2. Correre il rischio di diffondere informazioni confidenziali
3. Contribuire alla diffusione di virus ed esporsi al rischio di contaminazione
4. Rinforzare i monopoli di fatto nel campo dell'informatica

Deletions:
1. Correre il rischio che il destinatario non possa leggere il file
  1. Un formato proprietario richiede l'acquisto di un programma specifico capace di leggere l'informazione contenuta nei file. Lo scambio di file in formato proprietario presuppone cioè che ogni destinatario del file possegga il software necessario per leggere ed eventualmente modificare questo formato: qualsiasi utente che per ragioni tecniche o economiche non abbia la possibilità di acquistare il software per la lettura dei file non sarà mai in grado di aprirli.
  2. Certo, il software richiesto può essere acquistato. Immaginiamo che il destinatario abbia acquistato il programma che permette la lettura del file in questione. Questo è sufficiente a garantire l'accessibilità completa ai dati contenuti nel file? Purtroppo no: una strategia largamente adottata dai produttori di software consiste nel modificare progressivamente i formati di cui essi sono proprietari. In questo modo, chi volesse continuare a utilizzare questi formati o a garantire l'accessibilità a file obsoleti sarà obbligato ad acquistare gli aggiornamenti del software.
  3. [Formati semiproprietari e pratiche predatorie] Una strategia d'impresa dagli effetti molto simili (« Embrace and Enhance ») consiste nell'adottare all'origine dei formati aperti, modificandoli progressivamente con codice proprietario, operazione che li rende progressivamente incompatibili con i file dello stesso formato prodotti da altri programmi e che forza di fatto una conversione del formato pubblico originario in un formato proprietario. L'adozione di formati proprietari o semi-proprietari risponde in generale a strategie d'impresa che non corrispondono alle esigenze dell'utente, il cui interesse va all'accessibilità, all'interoperabilità e alla perennità del contenuto scambiato.
2. Correre il rischio di diffondere informazioni confidenziali
Un formato proprietario codifica delle informazioni che non sono pubblicamente accessibili (in quanto codificate in modo non trasparente e in assenza di specifiche pubbliche del formato). In molti casi, solo il produttore del software e proprietario del formato, che possiede la chiave per la decifrazione completa dei dati, può accedere a queste informazioni.
Spesso, al momento del salvataggio, il programma aggiunge ai file informazioni che non sono generalmente accessibili all'utente comune, quali il nome dell'autore, il numero di serie del programma, il tipo di sistema operativo, la macchina su cui l'utente lavora, la cartella in cui si trova il file etc. Alcune di queste informazioni sono talvolta codificate in modo trasparente all'insaputa dell'autore stesso e diventano così perfettamente accessibili a chiunque: l'aneddoto del manifesto politico anonimo diffuso in formato MSWord che conteneva il nome dell'autore perfettamente leggibile nelle proprietà del documento è forse il caso più celebre delle conseguenze inattese dell'uso di formati proprietari come formati di scambio.
Delle conseguenze ben più gravi vanno previste qualora non si tratti di semplice violazione della privacy di dati personali, ma di diffusione d'informazioni militari o di segreti commerciali. È insomma abbastanza curioso che si accetti senza discussione che i documenti prodotti nel Ministero della Difesa di un Paese X contengano una parte accessible solo a una società privata di un Paese Y.
Diffondere documenti e file in formato proprietario significa diffondere informazioni di cui nessuno - con l'eccezione del produttore del formato - può conoscere l'esatto contenuto.
3. Contribuire alla diffusione di virus ed esporsi al rischio di contaminazione
Per le ragioni spiegate nel paragrafo precedente, diversi virus possono propagarsi grazie ad informazione codificata nei file che non è completamente trasparente per l'utente. Diffondere o accettare documenti in formato proprietario significa dunque esporsi al rischio di contaminare e di farsi contaminare da virus informatici nascosti nelle parti illeggibili dei file.
Si noti che spesso viene contestato il fatto che anche formati aperti sono suscettibili di veicolare virus: ciò è falso, nella misura in cui i formati in questione sono formati aperti in senso stretto. Non appena un formato contiene però delle aggiunte proprietarie (per esempio dell'HTML che contiene codice per lanciare un'applicazione esterna o un PDF che contiene delle macro interpretabili tramite un software proprietario) esso si espone automaticamente al rischio di contaminazione: non si tratta più in questo caso di un formato aperto, ma di un formato semiproprietario.
4. Rinforzare i monopoli di fatto nel campo dell'informatica
Questo problema non è sensibile al livello del singolo utente, ma concerne in modo cruciale la comunità degli utenti. Diffondendo file in formato proprietario si obbliga implicitamente il destinatario a scegliere lo stesso software che il mittente ha utilizzato. Ciò che implicitamente si comunica inviando un file in formato proprietario è il messaggio "Munisciti dello stesso software o non potrai leggere il contenuto di questo file". Questa pratica - la stessa che si produce quando colui che diffonde un file pensa ingiustificatamente che "tutti i destinatari di questo file dispongono certamente del software richiesto" - ha una duplice conseguenza.
  • Da un lato tale pratica impone e rinforza l'uso del formato proprietario prodotto da un'azienda come standard di scambio di fatto: ciò significa legare l'interoperabilità, l'accessibilità e la perennità del contenuto del file alle politiche aziendali contingenti del produttore. Se questi deciderà o sarà costretto un giorno ad interrompere la produzione del programma di lettura del formato in questione, tutti i file esistenti in questo formato diventeranno automaticamente inuilizzabili: essendo la specifica del formato inaccessibile, sarà impossibile recuperare il contenuto di questi file diventati obsoleti.
  • In secondo luogo, imponendo un monopolio di fatto, tale pratica limita la concorrenza equa tra produttori di software, concorrenza che è risaputamente condizione essenziale per lo sviluppo tecnologico, e indebolisce la pratica dell'apertura delle specifiche dei formati e la ricerca di standard pubblici per lo sviluppo di applicazioni - che di tale concorrenza è considerata comunemente il requisito.



  • Edited on 2004-07-13 16:24:18 by DarTar []

    Additions:
    1. Correre il rischio che il destinatario non possa leggere il file
    1. Un formato proprietario richiede l'acquisto di un programma specifico capace di leggere l'informazione contenuta nei file. Lo scambio di file in formato proprietario presuppone cioè che ogni destinatario del file possegga il software necessario per leggere ed eventualmente modificare questo formato: qualsiasi utente che per ragioni tecniche o economiche non abbia la possibilità di acquistare il software per la lettura dei file non sarà mai in grado di aprirli.
    2. Certo, il software richiesto può essere acquistato. Immaginiamo che il destinatario abbia acquistato il programma che permette la lettura del file in questione. Questo è sufficiente a garantire l'accessibilità completa ai dati contenuti nel file? Purtroppo no: una strategia largamente adottata dai produttori di software consiste nel modificare progressivamente i formati di cui essi sono proprietari. In questo modo, chi volesse continuare a utilizzare questi formati o a garantire l'accessibilità a file obsoleti sarà obbligato ad acquistare gli aggiornamenti del software.
    3. [Formati semiproprietari e pratiche predatorie] Una strategia d'impresa dagli effetti molto simili (« Embrace and Enhance ») consiste nell'adottare all'origine dei formati aperti, modificandoli progressivamente con codice proprietario, operazione che li rende progressivamente incompatibili con i file dello stesso formato prodotti da altri programmi e che forza di fatto una conversione del formato pubblico originario in un formato proprietario. L'adozione di formati proprietari o semi-proprietari risponde in generale a strategie d'impresa che non corrispondono alle esigenze dell'utente, il cui interesse va all'accessibilità, all'interoperabilità e alla perennità del contenuto scambiato.
    2. Correre il rischio di diffondere informazioni confidenziali
    Un formato proprietario codifica delle informazioni che non sono pubblicamente accessibili (in quanto codificate in modo non trasparente e in assenza di specifiche pubbliche del formato). In molti casi, solo il produttore del software e proprietario del formato, che possiede la chiave per la decifrazione completa dei dati, può accedere a queste informazioni.
    Spesso, al momento del salvataggio, il programma aggiunge ai file informazioni che non sono generalmente accessibili all'utente comune, quali il nome dell'autore, il numero di serie del programma, il tipo di sistema operativo, la macchina su cui l'utente lavora, la cartella in cui si trova il file etc. Alcune di queste informazioni sono talvolta codificate in modo trasparente all'insaputa dell'autore stesso e diventano così perfettamente accessibili a chiunque: l'aneddoto del manifesto politico anonimo diffuso in formato MSWord che conteneva il nome dell'autore perfettamente leggibile nelle proprietà del documento è forse il caso più celebre delle conseguenze inattese dell'uso di formati proprietari come formati di scambio.
    Delle conseguenze ben più gravi vanno previste qualora non si tratti di semplice violazione della privacy di dati personali, ma di diffusione d'informazioni militari o di segreti commerciali. È insomma abbastanza curioso che si accetti senza discussione che i documenti prodotti nel Ministero della Difesa di un Paese X contengano una parte accessible solo a una società privata di un Paese Y.
    Diffondere documenti e file in formato proprietario significa diffondere informazioni di cui nessuno - con l'eccezione del produttore del formato - può conoscere l'esatto contenuto.
    3. Contribuire alla diffusione di virus ed esporsi al rischio di contaminazione
    Per le ragioni spiegate nel paragrafo precedente, diversi virus possono propagarsi grazie ad informazione codificata nei file che non è completamente trasparente per l'utente. Diffondere o accettare documenti in formato proprietario significa dunque esporsi al rischio di contaminare e di farsi contaminare da virus informatici nascosti nelle parti illeggibili dei file.
    Si noti che spesso viene contestato il fatto che anche formati aperti sono suscettibili di veicolare virus: ciò è falso, nella misura in cui i formati in questione sono formati aperti in senso stretto. Non appena un formato contiene però delle aggiunte proprietarie (per esempio dell'HTML che contiene codice per lanciare un'applicazione esterna o un PDF che contiene delle macro interpretabili tramite un software proprietario) esso si espone automaticamente al rischio di contaminazione: non si tratta più in questo caso di un formato aperto, ma di un formato semiproprietario.
    4. Rinforzare i monopoli di fatto nel campo dell'informatica
    Questo problema non è sensibile al livello del singolo utente, ma concerne in modo cruciale la comunità degli utenti. Diffondendo file in formato proprietario si obbliga implicitamente il destinatario a scegliere lo stesso software che il mittente ha utilizzato. Ciò che implicitamente si comunica inviando un file in formato proprietario è il messaggio "Munisciti dello stesso software o non potrai leggere il contenuto di questo file". Questa pratica - la stessa che si produce quando colui che diffonde un file pensa ingiustificatamente che "tutti i destinatari di questo file dispongono certamente del software richiesto" - ha una duplice conseguenza.
  • Da un lato tale pratica impone e rinforza l'uso del formato proprietario prodotto da un'azienda come standard di scambio di fatto: ciò significa legare l'interoperabilità, l'accessibilità e la perennità del contenuto del file alle politiche aziendali contingenti del produttore. Se questi deciderà o sarà costretto un giorno ad interrompere la produzione del programma di lettura del formato in questione, tutti i file esistenti in questo formato diventeranno automaticamente inuilizzabili: essendo la specifica del formato inaccessibile, sarà impossibile recuperare il contenuto di questi file diventati obsoleti.
  • In secondo luogo, imponendo un monopolio di fatto, tale pratica limita la concorrenza equa tra produttori di software, concorrenza che è risaputamente condizione essenziale per lo sviluppo tecnologico, e indebolisce la pratica dell'apertura delle specifiche dei formati e la ricerca di standard pubblici per lo sviluppo di applicazioni - che di tale concorrenza è considerata comunemente il requisito.



  • Edited on 2004-07-13 12:02:44 by DarTar []

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    Edited on 2004-07-13 11:22:33 by DarTar []

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    I formati proprietari possono essere utilizzati localmente senza rischi da un utente isolato per uso personale o da una comunità di utenti che abbiano preliminarmente stabilito di servirsi di questi formati per un lavoro collaborativo. Scambiare file è invece una pratica sociale i cui effetti non riguardano più l'utente isolato, ma l'insieme dei possibili destinatari dei file. Scambiare file richiede la conversione del formato originario in un formato appropriato allo scambio.
    I formati aperti sono per definizione formati di scambio: garantiscono accessibilità, interoperabilità e perennità del contenuto.
    Scambiando file in formato proprietario si contribuisce invece a diffondere e rinforzare delle pratiche indesiderabili.

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